
Album: SONGS IN THE KEY OF LIFE
Artista: STEVIE WONDER
Anno: 1976
Prova a vedere la musica
La creazione artistica, il frutto dell’ispirazione ricevuta dall’artista, è una intuizione capace di superare ogni tipo di ostacolo. Il talento, il genio sono doti che permettono, a chi le possiede, di sconfiggere limiti e menomazioni trovando in ogni modo la strada per giungere allo scopo dell’arte. Anche nella storia della musica vi sono tracce di musicisti capaci di ovviare a gravi limitazioni fisiche trovando comunque il modo più completo di esprimere il proprio talento.
Steveland Twiki Hardaway Judkins, universalmente conosciuto come Stevie Wonder, non è stato in nessun modo limitato dalla propria cecità nel corso di una carriera straordinaria ed estremamente prolifica. Wonder è la riprova che la musica si origina per ispirazione dal silenzio (e quindi anche dal buoi) e che da queste intuizioni si può vedere un suono prima sconosciuto. La meraviglia che il musicista americano portava già nel nome scaturisce dalla capacità di scorgere un sound completamente nuovo, risultato finale di tutte le migliori componenti black della storia ma proiettato verso il futuro, attraverso visioni creative ovvero quelle innervisions che diedero il nome ad uno dei primi album di Wonder.

Songs in the key of life è un meraviglioso doppio disco prodotto nella prima parte della carriera di Wonder. L’album è un lavoro senza tempo, espressione di quelle forme artistiche particolarmente fortunate e capaci di generare meraviglia anche a distanza di molti anni. Songs in the key of life esplora un universo musicale sconfinato che parte dalle radici Motown di Stevie Wonder e fonde ogni atmosfera musicale esistente negli anni 70 conferendo al disco un sound inconfondibile e ricchissimo.
Songs in the Key of Life è un album molto personale, in cui il polistrumentista Stevie Wonder si confessa mettendo a nudo le proprie debolezze e raccontando la sua idea di vita, di amore, di musica. Ci sono gli echi dell’infanzia spensierata in I Wish e l’intima gioia domestica di Isn’t she lovely, ma è in un pezzo come Joy Inside My Tears che Wonder riesce a raccontarsi senza filtro secondo una concezione della vita che lo accompagnerà per tutta la carriera, ovvero l’idea di trovare ovunque tracce di speranza anche laddove è più difficile.

Se l’aspetto più personale dell’album è espresso nei brani appena citati, l’idea di musica di Wonder, quel lavoro continuo che armonizza diversi generi proiettandoli verso un’idea di suono totalmente originale è tracciata in un solco che dall’omaggio alla tradizione di Sir Duke segue una parabola che sfiora le modernità r’nb di As e la carica sensuale del groove di Another Star.
Songs in the key of life raccoglie in un album una ricchezza espressiva difficilmente espressa in intere carriere musicali. Songs in the key of life rimane il prodotto più evidente di come si possa dare un senso (inteso come significato) alle cose pur dovendo rinunciare ad un senso (inteso fisicamente), perché la musica si riesce a vedere solo dall’interno.
My Back Pages è la rubrica del giovedì che tratta dei grandi album del passato attraverso la penna di Mr. Tamburino, scrittore di stazza pesante ma dal cuore di panna che si diverte a parafrasare le pietre miliari del rock ‘n roll.





































