
YO LA TENGO
Fade
(Matador Records)
Rollover: Elegante
Voto: 7,5
Fade è la tredicesima fatica musicale di Yo La Tengo, family band fondata più di un quarto di secolo fa in New Jersey da Ira Kaplan, marito e chitarrista e Georgia Hubley, moglie e batterista.
Badate bene, questi erano indie già negli anni novanta: difficili da classificare, versatili, eclettici e imprevedibili. Se è vero che tutto scorre, come diceva Eraclito, noto rapper greco, mi piace immaginare la buona musica come un flusso costante di materia alchemica inarrestabile, che continua a scorrere alimentandosi di nuove idee e tendenze. Alcuni musicisti hanno il pregio di riuscire a surfare l’onda generata da questo flusso, magari anche solo per un attimo, effimero; taluni invece vengono lasciati inesorabilmente indietro. Pochi, e qui sta la grandezza di Yo La Tengo, riescono a cavalcarne l’onda dai 90 sino ad ora. Rispetto.

Fade è un grazioso monile, semplice e poetico, da gustare ad ogni ora del giorno, preferibilmente accompagnato da un pizzico di sana malinconia.
La luce si accende subito, Ohm è il brano di apertura ed emana un raggio energetico che trafigge l’ascoltatore proprio nel punto più erogeno, quello che di solito lecco subito sotto il lobo: “Sometimes the bad guys go right on top, sometimes the good guys lose”…Ohm scorre che è una meraviglia. Is That Enough è una ballata gustosa, specialità della casa ( i più curiosi vadano a cercarsi Mr. Tough contenuta nell’album I Am Not Afraid of You and I will Bear Your Ass) . Well You Better è un’esperimento interessante: sembra arrangiato dagli Stereolab e cantato in low-fi da Mr. E degli Eels. Gustosa. Nel mezzo del disco c’è spazio per un po’ della sana malinconia di cui si parlava sopra e I’ll Be Around ne è l’apoteosi.
Ancora tanta eleganza nei minuti che seguono e ci troviamo già ad ascoltare Before We Run, forse il miglior brano dell’album: crescendo strumentale che ci accompagna gentilmente alla porta.
La sostanza alchemica scorre fluida per 47 minuti, cordiale e gentile per tutto il tempo, assai rispettosa, come sempre, del mio salotto.






































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