<Todd Terje – It’s Album Time

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TODD TERJE

It’s Album Time

(Olsen Records)

Rollover: Party Animal

Voto:  7,4

Ascolta se ti piace: King Crimson o Julio Bashmore

Basta dare una sbirciata alle sue foto per capire che Todd Terje proviene da un altro mondo. Un mondo distante, che gli permette di osservare quello in cui viviamo con il sufficiente distacco per scomporlo, giocarci e ironizzarlo, infine restituircelo del tutto sconvolto. Questo mondo o è la Norvegia oppure si trova nella sua testa.
Nella musica di Terje tutto sembra il contrario di tutto: è elettronica ma anche no, perché gli influssi provengono da moltissime parti del rock, del funk e del jazz, è sperimentale ma in realtà è un tipo di sperimentazione provocatoria che continua a dialogare intorno al pop. In più è un album muto, e sarebbe quasi normale per un lavoro di elettronica, ma le melodie riempiono lo spazio della voce facendosi parlanti (Svenks Sas e Alfonso Muskedunder), richiamando le chitarre progressive degli anni ’70 (Preben Goes to Acapulco). Unica presenza vocale, giusto per rilevare la mutezza del resto, è quella di Brian Ferry, che, oltre a ricordare le sperimentazioni provocatorie d’ironia glam dei Roxy Music, sigilla la presenza dei 70s nella musica di Terje, tra psichedelia e viaggi spaziali.

"Todd Terje It's Album Time"
Come se non bastasse, sembra esserci una sottile differenza tra le tracce inedite e quelle già pubblicate come singoli (Strandbar, Delorean Dynamite, Swing Star e Inspector Norse), disattendendo un po’ alcune aspettative. Queste ultime infatti, oltre ad assumere una marca più dance, smettono le vesti troppo ironiche per indossare quelle del trip e del sogno.

Due atmosfere sembrano quindi ricorrere alternativamente nell’album, una dance e onirica, l’altra ironica e irriverente nel suo gioco tra pop e progrock.

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