
Album: MAKING MOVIES
Band: DIRE STRAITS
Anno: 1980
Effetto memoria
Sicuramente una costante della vita degli uomini è affrontare il senso ed il peso del tempo. E’ evidentemente una sfida impossibile ma malgrado ciò nessuno può sottrarsi veramente da questo continuo corpo a corpo con l’incedere del tempo. Uno degli aspetti più frequenti di questa condizione tra l’uomo ed il tempo è rappresentato dal continuo ritorno del passato, in termini di esperienze ma, soprattutto, di ricordi. La musica in questi casi è, in maniera privilegiata, l’origine del ricordo, la colonna sonora per eccellenza della memoria.
Per quelli della mia generazione la musica dei Dire Straits è una delle principali chiavi d’ingresso per aprire la porta dei ricordi: almeno lo è per me. Quelli della mia età sono cresciuti nella seconda parte della carriera dei Dire Straits, vale a dire che noi eravamo piccoli quando loro erano grandi. La loro musica, sia che fosse la cassetta ereditata da qualche fratello maggiore o provenisse dai primi video clip sui canali musicali, rappresentava qualcosa di familiare ma allo stesso tempo esotico: una tappa di maturazione domestica. Per dirla con Proust, le canzoni dei Dire Straits sono le nostre Petite Madeleine.
Making Movies è il terzo album della band inglese. Nelle intenzioni, il rock classico dei Dire Straits ricercava in questo lavoro una dimensione di suono tipica delle musiche del cinema, un suono evocativo di immagini, semplice e sognante. I Dire Straits anche per Making Movies costruirono la loro musica sulla straordinaria chitarra di Mark Knopfler, chitarrista d’eccellenza da sempre musicista di musica e non di rumore. Il risultato è un album che rispecchia perfettamente lo stile del gruppo, presentando pezzi dal gusto tipico della musica dei Dire Strais, un sound classico con marcate radici blues, insieme a due gioielli di valore assoluto. Per come la vedo io Making Movies infatti è essenzialmente l’album di Romeo and Juliet e Tunnel of Love.
La chitarra di Knopfler attualizza la storia d’amore per eccellenza. Romeo and Juliet diventa classico d’amore in rock. Il brano trae spunto dal patrimonio letterario a cui Knopfler aggiunge una nota dal sapore auto – biografico. Nelle pieghe del pezzo il refrain richiama il pianto durante l’amore di Juliet in un senso di abbandono e paura che suona noto. Il tunnel dell’amore è l’altro monumento di Making Movies. E’ un suono che realizza pienamente l’obiettivo dell’album, un brano denso di immagini e suggestioni. Tunnel of love è la forma più alta del gusto del ricordo perché poggia a sua volta sul passato di Knopfler e compagni e quindi le città spagnole e le ragazze diventano gli argomenti di memoria declinabili o sovrapponibili nell’immagine di ognuno. Tunnel of love diventa un brano indimenticabile grazie al dono finale, un assolo di chitarra puro e che sembra non avere fine. Nelle note di Knopfler si realizza il dono, si suggella un momento, spesso su quella parte ci si stringe più forte. L’assolo finale di Tunnel of love è l’effetto memoria, il momento in cui il ricordo acquista colore e recupera un sapore di tenerezza.
I Dire Straits sono stati un gruppo apertamente in contrasto a forme di divismo. La loro è stata la vita assolutamente normale di musicisti straordinari. Ma il suono pulito e inconfondibile della chitarra di Knopfler rimane, per quelli della mia generazione, come la colonna sonora ideale, più autentica della memoria. Conquiste incise su audiocassette.







































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