<DAFT PUNK – R.A.M

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"Daft Punk - R.A.M."

DAFT PUNK
R.A.M.
(Columbia Records)
Rollover: Elegante
Voto: 9

L’album più atteso dell’anno ha visto la luce qualche giorno fa dopo una campagna pubblicitaria da manuale del marketing 2.0, 3.0 e via così. Il primo ascolto ci ha letteralmente stupiti, spiazzati, delusi. Ci aspettavamo hit in cassa dritta da sudare e ballare ma ci siamo sbagliati. Sono nati confronti e dibattiti infiniti per cercare di capire cosa avessimo davanti e perché non fossimo soddisfatti. Nel frattempo gli ascolti proseguivamo, forzati all’inizio, instintivi poi. Quando abbiamo cominciato a canticchiare di prima mattina i singoli brani litigando su quale fosse il più bello allora abbiamo capito che il duo parigino aveva creato qualcosa di incredibile.Random Access Memories è una storia che si colloca in un immaginario fantascientifico, tra la nostalgia del passato e la visione futuristica di una mente geniale. Il monolite che cade sul mondo della musica tra la metà degli anni ‘70 e l’inizio degli ‘80. Un viaggio alla scoperta della tecnologia adatta a realizzare quella mappa sonora suggerita da una razza aliena. Un’intelligenza superiore che ha aspettato per anni prima di poter esprimere tutta la sua potenza e la sua energia. Ora è pronta a sconvolgere e conquistare l’universo del suono attraverso due leggendari condottieri per metà umani per l’altra robot: i Daft Punk.Per noi è un capolavoro senza tempo che consacra definitivamente il duo. Quando i vostri figli fra 20 anni ripescheranno R.A.M. dai vostri archivi virtuali, preparatevi a raccontar loro la favola dei Daft Punk e non diteci che non vi avevamo avvisato.

"Daft_Punk_Random_Access_Memory_Suits"

Queste impressioni sono frutto di considerazioni provenienti dalle teste fumanti di due Rolloverini, già scrittori per Rollover meglio conosciuti come RockonRollo e F. Tandoj.

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2 Comments

  • cioè, o bianco o nero!?
    non bisogna necessariamente esagerare.
    non ce lo impone nessuno.
    io lo trovo un lavoro piacevolissimo, diverso dai precedenti, ma niente più.
    di rivoluzionario c'è ben poco, e probabilmente l'originalità sta proprio nel non esserlo.

    • Sono d’accordo con te ma forse non sono stato chiaro nel giustificare il voto: un album che sembra concepito nel 1979 pensando al futuro per me è geniale. Le sonorità sono spudoratamente ispirate al passato ma con la tecnologia attuale ed i robot fanno capolino tra gli arrangiamenti (maniacali, precisi e dalle melodie elegantissime) in bilico tra il kitsch ed il sublime a dimostrazione che gli autori sono loro. I due dj elettro-dance più famosi del pianeta producono un album tutto suonato che omaggia la musica suonata di un tempo in un epoca in cui non esistono più barriere alla produzione elettronica e la musica dance si va appiattendo. Questa scelta stilistica nasconde un messaggio forte e puro e nobile: un elogio alla musica che è stata, grazie alla quale ora stiamo ballando.