<BOY GEORGE – THIS IS WHAT I DO

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BOY GEORGE

This is What I Do

(Cometmarket Limited)

Rollover: Elegante

Voto: 6

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George Michael o Antony & The Johnsons

Ogni tanto fa bene fare un salto nel languido mondo della musica mainstream, soprattutto quando gli inaspettati ritorni di artisti che furono, lasciano accendere un barlume di curiosità, sia su ciò che propone che sul fatto di come mai siano ancora vivi.

La ricomparsa del patinato eccentrico George Alan O’Dowd in arte Boy George conferma la sua caparbietà nell’ andare avanti, riconfermarsi, non piegarsi sotto quei suoi 30 anni di carriera che potrebbero essere una mera provocazione anche per lui stesso. Ma dietro i suoi addobbi da abat-jour si riconferma l’espressione mutante di un artista che rinuncia in maniera assoluta ad uscire fuori di scena.

"Boy George in 2014"

This Is What I Do è il titolo del suo nuovo album che si distanzia dalle tendenze dance elettroniche del precedente Ordinary Alien: canzoni semplici che impastano il pop da classifica con i più colorati generi, riuscendo in un fluente ascolto che non dispiace per nulla. Dal gospel di My God al soul di Bigger Than War, come passaggi tra la presenza prevalente dub e raggae di Live Your Life, My Star e Play Me per adagiarsi, intanto, sulla ballata southern country It’s Easy e la sognante Any Road. Insolita e originale la scelta di coverizzare Death Of Samantha di Yoko Ono.

Non dispiace questo suo nuovo lavoro: da non aggettivare come solista in quanto i Culture Club sono il passato remoto e chi lo conosce nella sua evoluzione artistica (musicista, dj, attore, stilista eccetera) sa benissimo che il percorso individuale del “Camaleonte del Karma” è stato un crescendo creativo ben lontano dal pop in levare di Do You Really Want to Hurt Me e altri successi di tanti anni fa.

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