
THE BLACK KEYS
Turn Blue
(Nonesuch Records)
Rollover: Rocker
Voto: 7,5
Ascolta se ti piace The White Stripes o The Kills
È facile ascoltare ancora in giro, o per radio, gli echi ballabili di Lonely Boy e Gold On The Ceiling, per cui i Black Keys hanno scalato le classifiche di vendite ed ascolti con il precedente lavoro El Camino.
È facile per loro riuscire a cavalcare l’onda di quel successo… ma non si sono adagiati su di esso: non hanno messo da parte la loro vena creativa e compositiva per proporre un prodotto di esclusiva manovra commerciale.
In questo Turn Blue le contaminazioni si lasciano sempre più evidenziare, plasmate in un carisma identitario grazie al quale il duo Auerbach/Carney si impossessa delle più variegate ispirazioni rubate al pop e al rock.

Il viaggio sul “Lato Oscuro della Luna” resta la meta preferita, inondando di psichedelia quasi tutto l’album sin dall’impatto iniziale delle chitarre espanse di Weight Of Love o quelle più acid rock di Bullet In The Rain. Le acidità diventano più cupe e misteriose in It’s Up To You Know, in cui i Black Sabbath riecheggiano in salsa alternative. In Time si impone nella sua pienezza di suoni sul quale scivola un onirico cantato in falsetto: il suo groove prende sottobraccio il basso cadenzante di Turn Blue, in cui i Cream lottano con una chitarra ritmica stanca e un bridge di stampo new wave. Il paraculismo commerciale, purtroppo, non poteva mancare e viene concentrato nel primo singolo spazza classifiche di Fever che trascina la sua personalità nel sound di Year In Review. Le modulazioni armoniche del falsetto si adagiano nella semiacustica ballad Waiting Of Words. Tastiere, piano e organo giocano sui cambi di ritmo di In Our Prime che va a finire in un guitar solo Hendrixiano. Inflessioni rock ‘n’ roll e glam nelle solarità del brano in chiusura Gotta Get Away.
Le titubanze delle aspettative di Turn Blue sono state annientate durante l’ascolto. Un album di conferma, chiaro, ma composto di buone canzoni di impatto. Forse i fan che hanno storto il naso con El Camino lasceranno i rancori alle spalle, riabbracciando i Black Keys e la loro musica: una band non più da cantina o da club ma da grandi eventi, da grandi palchi ed hanno avuto tutte le carte in regola per superare questi traguardi più che meritati.





































