<CALIFORNIA ROLLOVER – Un calcio in Q

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“Ha avuto un calcio in culo”: locuzione per dire che qualcuno è raccomandato, con tono dispregiativo. Non ha avuto “una spintarella”, è proprio un calcio in Q. Si sottintende, forse rispetto alla spintarella, che colui che l’abbia ricevuto non brilli in fatto d’ intelligenza, dal momento che non è sufficiente una spinta a convincerlo a trarre beneficio da una situazione in cui è stato introdotto senza alcun merito. Prendere un calcio in Q, più in generale e al di fuori di generose sponsorizzazioni, sembrebbe prerogativa e destino dello stolto. Prendiamo Stanlio e Onlio.

A Stanlio piaceva molto tirare calci nel sedere a Onlio, e Onlio li prendeva suo malgrado, gratis. Ah no, era Onlio che tirava i calci nel sedere a Stanlio, che li prendeva gratis. Onlio era quello ciccione, Stanlio quello scemo. Guai a provocare Onlio.Ma come biasimarlo, oltre a chiamarsi Onlio, doveva sopportare un inetto come Stanlio. Siamo sicuri che solo agli sciocchi sia destinata una dose generosa di calci nel sedere? Davvero si può dire che Stanlio prendesse calci nel sedere gratis? Davvero si può dire che Onlio si chiamasse Onlio e non Ollio?

La prima risposta è: tutti noi abbiamo preso calci nel Q gratis. Perché, come si dice al mio paese, tutto ciò che è gratis lo prendi e basta.Perché quelli del mio paese e anche quelli degli altri paesi provano gusto a tirare calci in Q. Di solito provoca ilarità, in chi li tira e non in chi li prende. Stanlio piangeva perché quei calci, a suo dire, non se li meritava, ma noi siamo obiettivi e sappiamo che quei calci se li meritava, non erano gratuiti, questa è la seconda risposta. E ad ogni modo se avesse riso di un calcio in Q non avrebbe fatto ridere nessuno, diciamocelo. Il difficile è ridere quando sei quello che li prende. In pochi ci riescono.

Riuscire ad essere migliori di Stanlio, è questo il buon proposito di questo lunedì. Ed il precetto per riuscirci è contenuto nella canzone che vi proponiamo oggi in tavola, eseguita da una squadra che sembra averne compreso a pieno lo spirito: Gonzales, Lidell, Feist, Mocky che nulla hanno a invidiare ai saltimbanchi di cui sopra (tranne il nome?). Interpretano Multiply, che significa crescere, canzone di Jamie Lidell, che parte dalla stazione con tutti i calci presi nella vita o poco più in basso e posteriormente “Well showing as it used to be so hard this hard I used to get those kicks for free” e arriva a destinazione con un sorriso convinto “I’m so tired over beating myself beating myself up wanna take a trip and multiply please go under with a smile”, certo facilitato da un orchestrina, nell’occasione, carica di pane ed allegria. Assaggiatene un pezzo, coraggio, non ve ne pentirete. Un’ottima colazione aiuta ad affrontare meglio la giornata, e la terza e ultima risposta: Onlio o Ollio? La versione ufficiale dice Ollio, ma io non sono affatto convinto. Dopotutto l’uomo conosce solo il 10% dello scibile umano o almeno così mi hanno detto.

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