
Artista: BRIAN ENO
Album: Before and After Science
Anno: 1977
Musiche da questo e altri mondi
Spesso per sottolineare i talenti cristallini, le manifestazioni più compiute del genio che brillano per curiosità e profondità esprimendosi in un uno qualunque dei campi artistici o della vita, si usa dire che “uno così riuscirebbe in qualsiasi cosa!” Dietro quest’espressione si cela la considerazione che il talento, l’intelligenza, la capacità di cogliere possibilità e renderle concrete sia in realtà un mezzo spendibile indipendentemente da un fine specifico. Il processo creativo è un attitudine che può parlare diversi linguaggi.
Brain Eno non si è limitato alla possibilità di fare qualsiasi cosa in ragione del proprio evidente talento artistico ma ha agito lasciando alla propria arte ogni occasione di esprimersi. Brian Eno HA fatto qualsiasi cosa, almeno per quanto riguarda la musica. Musicista – non musicista come ama descriversi, una carriera spesa tra i Roxy Music, le esperienze soliste e le collaborazioni con altri musicisti dello stesso lignaggio (Bowie e Talking Heads su tutti), il ruolo di produttore e l’attività di teorico (quasi mistico) della musica.
Before and After Science è sicuramente l’album di maggior successo commerciale del musicista britannico, un lavoro che tiene insieme uno sguardo verso sonorità pop e la proverbiale attitudine sperimentale legata alla costruzione di ambienti sonori in una sintesi che contamina e arricchisce le distinte anime musicali. L’album, come è tipico nell’intera produzione di Eno, è il prodotto di una serie di quelle collaborazioni, da Fripp a Manzanera alla band tedesca dei Cluster, che rappresentano l’humus artistico e umano di cui si nutre il musicista britannico e produce l’esatta cifra della fluida idea di musica portata avanti da Eno nel corso degli anni.

La prima parte di Before and after science è quella maggiormente pop e spazia dalla chitarra quasi strozzata di No One Receiving ai verbosi non sense di Backwater fino all’unico singolo estratto dall’album, King’s Lead Hat anagramma e atto di stima verso i Talking Heads. Nella prima parte dell’album infatti le sonorità tipiche della band di Byrne sono presenti come patrimonio musicale comune frutto di una consolidata identità di vedute.
La seconda parte abbandona le sonorità maggiormente pop esplorate in precedenza per consegnarsi a quel tratto tipico che segnerà l’idea musicale dei successivi lavori di Eno. E’ un respiro più ampio quello in cui Brian Eno dipinge paesaggi musicali sconosciuti che appaiono cartoline da un futuro possibile. By This River è il pezzo sicuramente più noto dell’album e rappresenta una sorta di magnetico carillon su ogni genere di personale ricordo che non si intende lasciare svanire, mentre è proprio una dissolvenza quasi cinematografica la chiave di uscita di Before and After Science, che dopo la strumentale, bellissima, Through Hollow Lands conduce al bagliore di Spider and I.
La musica di Brian Eno, sperimentale senza la ricerca del compiacimento elitario, rappresenta una sorta di educazione musicale, una progressione qualitativa ma non scolastica. Deve essere una caratteristica dei geni quella di pensare che la finezza delle loro intuizioni sia comprensibile per chiunque, in qualsiasi campo.





































