Questo è un sabato qualunque al Mercato di Senigallia, un sabato italiano. Nell’aria si respira il profumo della salamella arrostita con cura dalle mani esperte degli chef dei camioncini. I venditori di bici rubate invitano i passanti a provare i loro ultimi modelli. I perdigiorno decantano in ampi bicchieri di plastica litri di Super Tennents. L’armonia erra su questa valle.
Noi ci sentiamo parte di questo universo. Salutiamo Gigi, l’uomo che sa tutto sui vinili. Diamo il cinque ad Alessio, che da solo potrebbe riempire l’Enciclopedia Britannica del rock and roll. E poi arriviamo dai nostri beniamini: Stefano e Gip. Stefano è in forma oggi. Il freddo sta passando e lui può tirare fuori i ritmi caldi di Renzo Arbore. Erano gli anni ‘70 del 1800 quando Levi Strauss cominciò a filare i suoi blue jeans e non poteva certo immaginare i guai che avrebbe causato cento anni dopo a un Arbore in the mood for love in Smorza’e lights: kiss me darling, sti blue jeans, levatill…fa ‘mbress taggia fa’ murì, ’Sti blue jeans nun se ponno sfilà, ’sti blue jeans i’ mo’ nu saccie levà’.
Sembra di essere tornati a scuola quando andavamo alla lezione di anatomia dalla biondina della IV C, ma forse è l’armonica di School a trarci in inganno. Era il 1974 e i Supertramp uscivano con Crime of the Century. Dentro ci trovate abbastanza da raffreddare i vostri bollenti spiriti (bhe, forse non proprio tutti): Rudy, Dreamer, Crime of the Century e ovviamente School. Con questo ascolto vi siete guadagnati il vostro bel diploma in un solo pomeriggio.

Ora che siamo grandi e disoccupati possiamo starcene a bighellonare con i cattivi maestri: fumiamo sigarette senza filtro, beviamo sottomarche di whiskey e fischiamo alle ragazze complimenti irripetibili. Quella che ci capita a tiro si chiama Rickie Lee Jones. I polmoni mi si sciolgono come margarina e resto senza voce, quando la sventola canta Chuck E.’s In Love. Rock’o Fusco, invece, avrebbe proprio bisogno di una bella lezione. Salta e ulula come un lupo in calore. Ma la baldoria dura poco. Stefano gli sussurra nell’orecchio che la bella Rickie è amica di uno con cui proprio non vuoi fare il fesso: Tom Waits. Il lupetto della steppa torna a scodinzolare da bravo cucciolotto e possiamo ascoltare in santa pace Foreign Affairs, quarto disco del buon vecchio Tom. Stefano sceglie per noi Medley Jack & Neal/ California here I come. Swing, jazz e la voce d’orco di Tom si mischiano in una canzone che puzza di bordelli, banconi impregnati di birra e sbobba di ubriaconi. Ah sì, anche noi ci siamo dentro. “Questa è vita”- ci dice Stefano- “non se le inventava mica queste storie. Lui stava con le prostitute per scrivere ‘sti pezzi. Chiamalo fesso!”. Con Barber Shop, Tom Waits ci fa barba e capelli per il pranzo della domenica. Alza il volume Stefano. Con questo giro di contrabbasso maledici la sorte che non ti ha fatto nascere struzzo, perché qua servono metri di collo per tenere il tempo.
Non c’è più tempo. Sbronzi di musica, mettiamo una toppa addentando una salamella. Gioia per denti, lingua e stomaco. Ora che siamo di nuovo in noi, baciamo il suolo come il Papa quando atterra a Ciampino. Baciate, baciate che questa è Senigallia, signori, la patria del Rock.

SENIGALLIA ROCKS è la rubrica del sabato che trae spunto dalle selezioni musicali di Stefano e Gip, i due gestori di una bancarella di dischi e cd alla fiera di Senigallia, Milano. Andateli a trovare ogni sabato dall’alba fino alle 18:00






































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