L’Annibale di cui parliamo oggi non è il cartaginese che varcò i Pirenei per venire a spaccare tutto in Italia e neppure l’antropofago (cannibale) Dr.Lecter di Tomas Harris o la sua più celebre trasposizione cinematografica interpretata da Anthony Hopkins.
L’Hannibal di cui parliamo oggi è il protagonista di due degli album più interessanti usciti nel 2013; il primo più smooth si chiama Woman, è firmato Rhye e ve ne abbiamo parlato qui. Il secondo si chiama Avalanche, firmato Quadron ed è più pop, elegante che piace a gente come Prince, Pharrell, chi vi scrive e le mamme anche le più fissate. Roba canticchievole ma mai stucchevole, che fa muovere le spalle senza mettere le mani alla cabeza.
L’Hannibal di cui parliamo oggi è il signorino Robin Hannibal.
Nazionalità danese e residenza a Los Angeles, il nostro giovinUomo è produttore, arrangiatore e musicista di entrambi i duO, al servizio dei rispettivi cantanti Mike Milosh (Rhye) e Coco O in (Quadron). Il suo core business pare essere il Soul Pop e le sonorità dei due progetti si inseguono da molti punti di vista; chi ascoltasse dapprima l’uno e poi l’altro album non farebbe fatica a riconoscere suoni comuni, prestati ad esigenze diverse. Farsi riconoscere, in questo mondo, non è impresa da tutti. Farsi riconoscere per eleganza è privilegio di pochissimi.
Noi vi lasciamo all’ascolto di Avalanche, sicuri che la slavina non vi scombinerà i capelli ma vi rinfrescherà il lunedì.






































