
Album: HOTEL CALIFORNIA
Band: THE EAGLES
Anno: 1977
Sunset Boulevard
Ci sono dei luoghi che entrano nell’immaginario collettivo diventando alcune volte teatri inconsapevoli di momenti di piccola o grande umanità ed in alcuni casi veri protagonisti di storie che sembrano poter accadere esclusivamente in quei posti. Esiste una lunga strada di Los Angeles dal nome noto ed evocativo, traducibile come Viale del tramonto, da sempre capace di raccogliere quell’infinita vita fatta di storie personali, aspettative e sogni di gloria ma anche disincanto, nostalgia e solitudine.
Il Sunset Boulevard di Los Angeles è stato più volte raccontato al cinema e soprattutto ha trovato uno spazio significativo nella storia del rock, musica capace di cogliere non solo l’aspetto fisico del luogo ma in particolar modo di comprendere il simbolo, la tensione morale che si cela dietro la moltitudine di vite che si muovono in quella lunga distesa di asfalto nella città degli angeli. Un album su tutti sembra cogliere l’essenza della vita che si anima sul Sunset decifrandone tutti i toni vitali ed è Hotel California degli Eagles.
Il quinto lavoro della band californiana è senza dubbio il disco più venduto e noto ed in sostanza il motivo che ha collocato il gruppo di Glenn Frey nella terra di nessuno fra integralismo rock e settarismo country. Hotel California, sin dalla copertina raffigurante il maestoso Beverly Hills Hotel, è un condensato di riflessioni e confessioni sul senso stesso della vita declinato in un sound nostalgico e decadente così efficace nel raccontare quello che può essere il tramonto dietro un’idea e che, pertanto, non può che essere prodotto autentico del mondo che ruota intorno al Sunset Boulevard (dove non a caso si trova il Beverly Hills Hotel).

In Hotel California trovano riposo e pace vecchie storie d’amore ed idee tradite un po’ come finiscono in maestosi alberghi le vite delle star del passato tra ricordo e nostalgia. Ed è tra questa polvere del tempo che si muove la title track, pezzo che impregna di atmosfera malinconica l’intero lavoro. Hotel California è un brano animato da forte riflessioni sul significato stesso che si nasconde dietro il senso di inesorabilità del tempo, un’amara consapevolezza espressa in un sound che è un crescendo rock.
Ben diverso è il suono del secondo singolo estratto New Kid in town brano che rispecchia più autenticamente le atmosfere musicali West Coast degli Eagles, eredi nobili dei Beach Boys capaci di attualizzare quel sound leggero ed immediato così tipicamente pop. Life in the Fast Lane riprende la strada del rock descrivendo una vita frenetica, caratterizzata da eccessi e da sempre lanciata sulla corsia di sorpasso. Ma l’anima più autentica, il reale mood musicale di Hotel California è quella vena malinconica che segue la scia tracciata dal brano omonimo e prosegue con pezzi come Wasted Time e soprattutto con The Last Resort brano di chiusura dell’album.
Hotel California, un po’ come il Chelsea Hotel cantato da Cohen, è un luogo dove vecchie storie e consumate speranze trovano nella musica e nel racconto un po’ di quel fuoco originario e rimangono come ceneri di un incendio mai del tutto sopito.
My Back Pages è la rubrica del giovedì che tratta dei grandi album del passato attraverso la penna di Mr. Tamburino, scrittore di stazza pesante ma dal cuore di panna che si diverte a parafrasare le pietre miliari del rock ‘n roll.





































